Internet of Things - Maneggiare con cura

  • Posted on: 25 October 2015
  • By: Andrea Gobetti

Entro il 2020 il valore del mercato dell'Internet of Things si aggirerà attorno ai 7 miliardi di dollari, secondo una ricerca dell'IDC (consultabile cliccando qui). Come è già accaduto con la diffusione di Internet perciò ci si trova davanti ad un Far West, con infinito territorio nel quale insediarsi ed infinite possibilità di "fare fortuna". Come nel Far West però, bisogna stare attenti a non prendersi una fucilata.

Le possibili fonti di problemi per il normale utente sono principlamente due:
Primo problema: si passa da mastodontici Sistemi Operativi, sviluppati da migliaia di persone, a piccoli firmware, sviluppati da aziende semi-sconosciute. Mentre nel primo caso le aziende investono una buona percentuale del loro fatturato per mantenere il Sistema Operativo stabile e sicuro, con diversi addetti alla sicurezza, lo stesso non si potrebbe dire dei produttori di firmware provenienti da piccole aziende.
Secondo problema: con l'Internet al quale siamo abituati oggi il massimo rischio che corriamo è quello di perdere il controllo del nostro computer, ma cosa succede quando i dispositivi dei quali perdiamo il controllo sono in grado di modificare più "concretamente" l'ambiente nel quale viviamo? Se ad esempio perdessimo il controllo del sistema di riscaldamento, o delle tapparelle di casa nostra, cosa potrebbe succedere?

Per capire meglio il problema prendo un esempio dall'articolo "The Internet of things is great until it blows up your house", lo scenario è il seguente: Perchè non applicare sull'etichetta dei vestiti un codice a barre (o un QR code) che se scansionato da un apposito lettore comunichi a lavatrice, asciugatrice e ferro da stiro il giusto modo di lavare, asciugare e stirare il capo? Apparentemente la soluzione sembra ottima, economica, scalabile e dagli indubbi vantaggi, quanti vestiti si potrebbero salvare da lavaggi sbagliati? Eppure c'è un problema, un grosso problema, che però emerge solo dopo un'attenta riflessione, ragioniamo più a fondo su quello che stiamo concettualizzando: ho appena creato un sistema dove un ferro da stiro obbedisce ai comandi che gli vengono inviati attraverso Internet, non vedete ancora nessun problema? Cosa succede se qualche simpatico burlone decide di intrufolarsi nella comunicazione tra il server che gestisce i dati da inviare ed il ferro da stiro? E cosa succede se sempre questa ipotetica persona decide di provare a vedere cosa succede alzando al massimo la temperatura, magari quando voi non siete a casa?

Ora prendiamoci un momento di riflessione, lo scopo di questo articolo non è creare l'ennesima caccia alle streghe del tipo "Internet è un posto pericoloso pieno di cattivissimi hacker che vogliono rubarti l'identità, la figlia, i soldi e anche il gatto", ma il motivo per il quale ho scritto questo articolo è creare consapevolezza nelle persone, consapevolezza e conoscenza, perchè nella maggior parte dei casi è l'ignoranza a generare la paura.

Perciò cosa ne facciamo di questo Internet of Things? Non va sviluppato perchè è troppo pericoloso? Assolutamente no, l'Internet of Things va sviluppato ed è uno strumento potentissimo, che ha tutte le potenzialità per poterci far risparmiare, tempo, risorse e denaro. Semplicemente prima di lanciarsi sulle novità (e questo discorso vale per qualsiasi campo) bisognerebbe riflettere le possibili implicazioni della nostra scelta.

Parliamo di proposte concrete: prima di tutto, prima di connettere anche i polmoni in Internet valutiamo le possibili conseguenze, se non vediamo particolari pericoli possiamo procedere. Parlando di soluzioni più serie e complesse, invece, ritengo che sarebbe il caso di creare un ente che sia preposto a sorvegliare su questo tipo di teconlogie, in modo da assicurare standard di sicurezza elevati, specialmente se i prodotti connessi ad Internet svolgono compiti critici (possono causare incendi, intrappolare persone, ecc.). Bisognerebbe essere vigili inoltre, su come vengono utilizzati, elaborati e distribuiti i dati raccolti dalle apparecchiature che saranno disseminate per le nostre case, in modo da garantire un livello accettabile di Privacy agli utenti finali.